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       › Home Tonino Guerra Filmografia Un ettaro di cielo  
 
  Immagine non disponibile   Un ettaro di cielo

Anno
1957

Durata
84

Origine
Italia

Colore
C

Genere
Commedia

Produzione
Lux Film - Franco Cristaldi per la Vides Cinematografica - Cinecittà

Distribuzione
Lux Film - Rcs Films & Tv

Regia
Aglauco Casadio

Soggetto
Aglauco Casadio

Sceneggiatura
Elio Petri
Tonino Guerra
Ennio Flaiano
Aglauco Casadio

Attori
Ignazio Leone - Riccardo
Rosanna Schiaffino - Marina
Silvio Bagolini - Germinal
Salvatore Cafiero - Nicola
Luigi De Martino - Alfredo
Carlo Pisacane - Cleto
Polidor - cavalier Pedretti
Marcello Mastroianni - Severino Balestra
Marina Di Giorgio - seconda ragazza Mary
Renato Terra - guardia giovane
Felice Minotti - Omero
Leonilde Montesi - Derna
Nino Vingelli - impresario
Lia Ferrel- prima ragazza Mary
Nicoletta Bongiorno - la donna cannone
Enrico Mangini - imbonitore
Ettore Jannetti - porchettaro
Luigi Scavran - uccellatore
Franca Droghetti - sua moglie
Aristide Spelta - Bixio

Fotografia
Gianni Di Venanzo

Musiche
Nino Rota

Montaggio
Gabriele Varriale

Scenografia
Gianni Polidori

Trama
In un paesetto sperduto tra acquitrini e paludi, si tiene ogni anno una fiera che richiama buon numero di venditori, imbonitori e ciarlatani. Arriva tra gli altri puntualmente, con il suo camioncino, Severino Balestra, un "rappresentante", che campa la vita vendendo i prodotti più disparati. Severino è un giovanotto dall'animo aperto, dai modi cordiali, dotato di una fervida fantasia che gli suggerisce le invenzioni più assurde. Così una sera racconta ad un gruppo di vecchietti ingenui e semplici, amici suoi che a Roma - miracolo del progresso - si stanno vendendo a lotti appezzamenti di cielo. Per Severino la cosa non ha importanza, è una fantasia come tante altre; ma i vecchietti la prendono sul serio e decidono di acquistare un ettaro di cielo per mezzo di Severino cui versano una modesta somma. Intanto il fantasioso narratore rivede in paese Marina, che s'è fatta una bella ragazza, se ne innamora, ed ella finisce con l'accettare le sue premure. I vecchietti ormai padroni di un ettaro di cielo, non vedono l'ora di prenderne possesso e per affrettare quest'ora decidono di morire. Saliti su un barcone, si portano al largo, provano ad immergersi in acqua ma toccano il fondo; in compenso trovano molte anguille, che permettono di soddisfare il loro appetito insoddisfatto. Dopo di che si concedono un sonnellino nella stessa barca, la quale, lasciata senza guida, s'allontana facendo acqua e minaccia di naufragare. Per fortuna Garibaldi, custode delle acque demaniali, rintraccia i vecchietti e li salva dal naufragio. Severino, involontaria causa di tutti i guai, ha perduto momentaneamente il buon umore; ma il giorno dopo, ricevuto il perdono degli amici, riacquista la solita serenità, mentre lascia il paesetto con Marina, sua promessa sposa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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