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  Parole sui muri, Santarcangelo   Pennabilli
Centro Storico

Le parole sui muri


Sono parole dolci nate per ricordare i personaggi grandi e piccoli, noti e meno noti che hanno fatto la storia di un paese con la loro presenza laboriosa, intrigante, affascinante. Tonino Guerra le ha fatte imprimere sulla ceramica affinché tutti potessero leggerle. Così passeggiando per il Centro Storico di Pennabilli si incontrano muri parlanti, pareti di case e palazzi che raccontano brani di vita di tanti preziosi protagonisti. Tra questi la signorina Lucrezia, la vecchia guardiana del Santaurio, dove giace da secoli la Madonna miracolosa che salvò uomini e case. E ancora la Peppa che amava ricevere e nutrire viandanti e amici nella sua casa divenuta locanda, dove fino a poco tempo fa la figlia ha continuato con maestria il rito del pranzo domenicale. Ma c’è anche il ricordo per Scociarél che sapeva creare la magia dei lampioncini di carta e canne che si usavano nelle processioni, e per la Bettina Bocchi che ogni mattina tagliava il pane e lo offriva a chi passava davanti alla sua casa. C’è anche un pensiero per tutti coloro che nelle chiese della valle pregavano e ringraziavano i santi e il signore, che hanno lasciato parole mute dentro i muri di quei luoghi santi. Luoghi che hanno perduto la loro spazialità ora testimoniati da ammassi di pietre squadrate ricoperte di rovi. Pietre che ora sorreggono uno dei muri di cinta della casa del maestro, continuando così a raccogliere voci. Un modo originale e intelligente questo per leggere un paese e la sua gente che Guerra ha scelto non solo per Pennabilli ma come vedremo anche per la sua città natale.


La signorina Lucrezia visse la sua vita senza nozze. Nei giorni dopo gli ottant'anni custodiva ancora nelle pieghe della sottana la chiave per aprire la cattedrale, dove anche di notte andava a tenere compagnia alla Madonna delle Grazie. Ormai ci vedeva poco e puntellava la porta della chiesa col manico della scopa, così se qualcuno fosse capitato là dentro, il rumore l'avrebbe avvertita e poteva andare incontro al visitatore. Spesso era sola nella grande navata e quando fuori pioveva a dirotto o la neve copriva le strade, lei e la Madonna stavano l'una accanto all'altra anche senza dirsi una parola.
Ma una mattina di vento, pare che Lucrezia
le abbia chiesto la grazia di morire senza lunga sofferenza e fu accontentata la notte del 22 marzo 1991.
Tonino Guerra


Quasi per cent'anni, il profumo della cucina
della Peppa si mescolava all'aria della valle ed era il richiamo per incontri di famiglie pennesi o di forestieri golosi che avevano gli occhi pieni di mare.
Quegli odori continueranno anche se la piccola figura che aveva inventato la sostanza di quei miracolosi inviti si è unita alle ombre della sera che calano sul borgo.
Pennabilli 17 marzo 1995 Tonino Guerra


In questa casa visse oltre i cent'anni, Scociarèl, il creatore dei lampioncini a organetto dondolanti alle finestre durante le processioni.
Tonino Guerra

In questa casa visse Bettina Bocchi
che per tanti anni, con la neve e col sole,
tutti i giorni alle 4,30 regalava una
fetta di pane a chi aveva fame.
A. M. A.

Le pietre e i sassi di questo muro
che protegge la casa di Lora, sono
le poche cose che restano di tante
costruzioni religiose scomparse
dalle terre della Valmarecchia e cercate
con tanto amore da Gianfranco Giannini.
Da tempo siamo convinti che anche
le pietre siano in grado di tenere
nel loro interno il ricordo pietrificato
di voci, canti e speranze di chi
è stato protetto dai loro muri.
Tonino Guerra

 

Centro storico
Casa natale di Francesco Orazio Olivieri

Lapide commemorativa

"Oggi, 15 Giugno 1994, un uomo cammina sorridendo per portare a tutti la medicina dell’amore e della compassione, Sua Santità Tenzin Ghiatso, XIV Dalai Lama, ha baciato con gli occhi i muri del palazzo dove nacque Padre Orazio Olivieri della Penna, monaco cappuccino che nel ‘700 arrivò con la sua voce cristiana sugli altipiani del Tibet e tradusse trentaduemila parole di quel popolo per portarle alle orecchie occidentali."
Tonino Guerra

 


Santarcangelo di Romagna
Centro Storico

Le parole sui muri


La prima scritta qui raccolta, voluta da Guerra anche se firmata G.A.S., Gruppo Amici Santarcangelo da lui fondato, è stata collocata sotto i portici della prima scalinata del centro storico di Santarcangelo. Il poeta, come ha scritto nella prefazione del volume Una storia meravigliosa (Sapignoli Arti Grafiche 1993), lesse queste righe in una estate di parecchi anni fa mentre era in corso il Festival del Teatro in Piazza, gli piacquero tanto che le annotò. Quando ripassò, tornando da Roma, la scritta era stata coperta da un nuovo intonaco. Decise così di riproporla su una lastra in ceramica che fece firmare G.A.S. così come accaduto per altre formelle che si incontrano per le contrade del centro storico e che portano questa firma ma nascono tutte dalla sua fantasia. Si incontrano, tra le tante, l'omaggio a Cristina Garattoni, giovane e compianto sindaco della città, scomparsa prematuramente, al pittore santarcangiolese Giulio Turci e ai palloni colorati che spesso si ritrovano nei suoi quadri, a Sauro Aroldo Sancisi l'amico e concittadino che viveva a Milano ma non aveva mai trascurato la sua Santarcangelo, a Pidio il ciabattino, al pittore Guido Cagnacci e ai pittori locali di oggi a cui ha chiesto di realizzare grandi pannelli colorati con soggetti diversi, che si possono ammirare percorrendo il Centro Storico. Il maestro non ha dimenticato neppure di ricordare che a Santarcangelo è nato il sangiovese, che come racconta spesso ha preso il nome da Giove, proprio come si chiama il Colle su cui si erge la Santarcangelo medioevale. E la formella che riproduce un cesto da cui sporgono succosi grappoli d'uva nera, recita: "Il Sangiovese è nato a Santarcangelo".
Questa sua passione per punteggiare case e strade con dei segni, siano parole o forme, nasce dal desiderio di ricordare personaggi e figure che hanno lasciato una traccia nella storia di un paese affinché non si perda la memoria di chi quei luoghi li ha vissuti, percorsi, attraversati, amati così che gli stessi luoghi possano trasmettere emozioni e vibrazioni.

Rita Giannini



Cara, tu dici che ami i fiori
e li strappi ai campi,
tu dici che ami i pesci
e li mangi.
Cara, quando dici che mi vuoi bene
io ho paura.
G.A.S.

Cristina noi ti ricordiamo sempre perché hai guardato con amore i muri e la gente del tuo paese.
I santarcangiolesi e Tonino

I palloni festosi di Giulio Turci partivano sempre dalle contrade.
Tonino Guerra

Questa celletta è stata riempita di musica da Sauro Aroldo Sancisi.
Maggio 1989
Tonino Guerra

Germano era calzolaio e assaggiatore di vino e acqua per conto di amici. Andava a piedi lungo il fiume e sulla groppa delle colline a cercare del Sangiovese con l’odore delle viole e l'acqua dei pozzi contadini che sapesse di menta.
Germano è morto che aveva 94 anni povero com'era sempre vissuto. I parenti hanno trovato un suo libretto in banca carico di soldi che lui si è sempre rifiutato di toccare. Erano gli assegni che da trent'anni gli arrivavano mensilmente per la morte nella grande guerra del giovane figlio ufficiale d’artiglieria.
Marzo 1987
G.A.S.

Il grande pittore Guido Cagnacci (1601-1663) è nato in una casa nelle "contrade" di Santarcangelo. Non si sa quale.
G.A.S.

 
Parole sui muri, Pennabilli
 
Casa natale di Francesco Orazio Olivieri, lapide commemorativa
 
 
 
 
 
 
 
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