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  Immagine non disponibile   Nostalghia

Anno
1983

Altri titoli
Nostalghiya
Nostalgia

Durata
121

Origine
Italia

Colore
B/N - C

Genere
Drammatico

Produzione
Rai Radiotelevisione Italiana Rete 2, Sovin Film Urss, Opera Film

Distribuzione
Gaumont - Fonit Cetra Video

Regia
Andrej Tarkovskij

Soggetto
Andrej Tarkovskij
Tonino Guerra

Sceneggiatura
Andrej Tarkovskij
Tonino Guerra

Attori
Oleg Yankovsky - Andrei Gorciakov
Erland Josephson - Domenico, il matto
Domiziana Giordano - Eugenia
Patrizia Terreno - Marija, la moglie di Andrej
Delia Boccardo - la moglie di Domenico
Laura De Marchi - la signora della piscinara
Milena Vukotic - l'impiegata comunale
Alberto Canepa
Raffaele Di Mario
Kate Furlan
Livio Galassi
Elena Magoja
Piero Vida

Fotografia
Giuseppe Lanci

Musiche
Gino Peguri

Montaggio
Erminia Marani
Amedeo Salfa

Scenografia
Andrea Crisanti

Costumi
Lina Nerli Taviani

Trama
Andrej Gorciakov è uno scrittore russo in viaggio in Italia, il paese in cui, un tempo, visse un musicista del Settecento suo connazionale, di cui egli sta ora scrivendo la biografia. Gorciakov è accompagnato dalla traduttrice Eugenia: il lacerante ricordo della sua terra, della famiglia, della casa, della moglie in attesa, gli impedisce di cedere all'attraente ragazza. Costei gli dimostra un'attenzione costante, soddisfacendo ogni suo desiderio: lo porta a Monterchi, per vedere la "Madonna del parto" di Piero della Francesca (ma è la sola donna ad entrare nella cappella: Gorciakov confessa di essere "stanco di queste bellezze eccessive"); e a Bagno Vignoni, nei pressi della piscina che frequentò Santa Caterina. Prima di partire definitivamente alla volta di Roma perché ormai esasperata dal suo comportamento, Eugenia accompagna Gorciakov da Domenico, un laureato in matematica ch'è diventato il folle del paese. Domenico tenne la propria famiglia segregata in casa per sette anni, in attesa della fine del mondo: ora vive assieme ad un cane, e la casa è fatiscente. Confessa di aver capito che "bisogna salvare tutti, il mondo", e chiede a Gorciakov di attraversare la piscina con una candela accesa in mano: lui non lo può fare, appena va in acqua la gente, allarmata, corre a tirarlo fuori. Così, mentre Domenico, trasferitosi anche lui a Roma, arringa un gruppo di folli dall'alto della statua di Marc'Aurelio, Gorciakov torna a Bagno Vignoni per mantenere la promessa. Intanto, terminato il suo discorso, Domenico si dà fuoco e muore. La piscina è stata appena svuotata: Gorciakov la attraversa con circospezione, ma il vento spegne per due volte la fiammella della candela. Il terzo tentativo va a buon fine. Il cuore del protagonista, tuttavia, cede, e costui si accascia al suolo. L'ultima immagine ritrae Gorciakov nei pressi della sua amata dacia; questa sorge ora all'interno della chiesa di San Galgano.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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