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       › Home Tonino Guerra Filmografia La tregua  
 
  Immagine non disponibile   La tregua

Anno
1996

Altri titoli
La treve
The truce
Die atempause

Durata
125

Origine
Francia, Italia

Colore
C

Genere
Drammatico

Tratto da
Tratto dal romanzo "La Tregua" di Primo Levi

Produzione
Dazu Film

Distribuzione
Warner Bros Italia (197)

Regia
Francesco Rosi

Soggetto
Primo Levi

Sceneggiatura
Sandro Petraglia
Stefano Rulli
Tonino Guerra
Francesco Rosi

Attori
John Turturro - Primo
Massimo Ghini - Cesare
Rade Serbedzija - il greco
Roberto Citran - Unverdorben
Claudio Bisio - Ferrari
Andy Luotto - D'Agata
Lorenza Indovina - Flora
Stefano Dionisi - Daniele
Alexandr Iljin - il mongolo
Anatoliy Vassilev - dr. Gottlieb
Agnieszka Wagner - Galina
Igor Bezgin - Egorov
Maryna Gerasymenko - Marja Fiodorovna
Viacheslav Olhovsky - tenente Sergej
Teco Celio - colonnello Rovi

Fotografia
Marco Pontecorvo
Pasqualino De Santis

Musiche
Luis Enríquez Bacalov

Montaggio
Bruno Sarandrea
Ruggero Mastroianni

Scenografia
Andrea Crisanti

Trama
Quando si annuncia la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz ma, in assenza di indicazioni o di punti di riferimento, rimane sbandato. Ci sono polacchi, ceki, francesi ed anche italiani. Per un po' tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano ad un connazionale che si spaccia per responsabile dei rapporti con i russi e cercano di pensare a come tornare a casa. Comincia così un viaggio pieno di difficoltà affrontato nelle condizioni più disperate. Nel gruppo c'è Primo, che continua a rivivere dentro di sè gli orrori del lager e quasi non riesce più a pensare ad una vita diversa. Ci sono Cesare, molto estroverso, e poi Daniele, Ferrari, Unverdorben, D'Agata. Insieme attraversano l'Europa centrale, ora a piedi ora sui treni di fortuna, talvolta pensando di aver trovato la strada giusta, tal'altra in preda allo sconforto per un traguardo che sembra allontanarsi sempre di più. Durante il cammino, Primo incontra un greco disincantato e disilluso che gli offre molte lezioni di vita. Il viaggio va avanti e diventa occasione per conoscere meglio gli altri e se stessi. Momenti di depressione si alternano, in tutti ma specialmente in Primo, a occasioni di riscoperta di gioie dimenticate come la tensione amorosa. In rapidi, drammatici flashback riaffiorano i ricordi del lager, e Primo a contatto con una realtà che si riapre alla vita, sente quasi la colpa di essere sopravvissuto. Finalmente il gruppo arriva a Monaco, dove un soldato tedesco vede su Primo il segnale di Auschswitz e si inchina per chiedergli scusa. L'ultima tappa è a Torino, a casa, dove Primo ritrova la sorella e la mamma. Nella tranquillità della propria stanza, seduto davanti la macchina da scrivere, cerca di rievocare la tragedia passata, ma il senso di colpa rimane forte e ineliminabile.

Note
Film premiato con 4 David di Donatello (1997) per migliore produttore a Guido De Laurentiis e Leo Pescarolo, migliore montatore (Ruggero Mastroianni e Bruno Sarandrea), miglior film e miglior regista (Francesco Rosi) e 1 Globo d'oro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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