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       › Home Tonino Guerra Filmografia Il sole anche di notte  
 
  Immagine non disponibile   Il sole anche di notte

Anno
1990

Durata
109

Origine
Francia, Germania, Italia

Colore
C

Genere
Drammatico

Tratto da
Liberamente tratto dal racconto "Padre Sergio" di Lev Nikolaevic Tolstoj

Produzione
Film Tre, Raiuno, (Roma) - Capoul, Interpool; Sara Film, (Parigi) - Direkt Film, (Monaco)

Distribuzione
Sacis - Ricordi Video, Number One Video

Regia
Vittorio Taviani
Paolo Taviani

Sceneggiatura
Paolo Taviani
Vittorio Taviani
Tonino Guerra

Attori
Julian Sands - Sergio Giuramondo
Charlotte Gainsbourg - Matilda
Nastassja Kinski - Cristina Del Carpio
Massimo Bonetti - principe Santobuono
Mario Sandro De Luca
Geppy Gleijeses - Vescovo
Biagio Barone - Padre Biagio
Vittorio Capotorto - padre di Matilda
Teresa Brescianini - Concetta
Sonia Gessner - duchessa Del Carpio
Massimiliano Scarpa
Tony Sperandeo - Gesuino
Morena Turchi - Giuseppina bambina
Pamela Villoresi - Giuseppina
Antonella Visini - bambina
Matilde Piana - paesana
Marco Di Stefano - ufficiale in carrozza
Lucia Bastianini
Margarita Lozano - madre di Sergio
Patricia Millardet - Aurelia
Alexandre Mincer - organista
Ferdinando Murolo - avvocato
Riccardo Parrisio Perrotti - duca Del Carpio
Pino Patti
Lorenzo Perpignani - Sergio bambino
Ubaldo Lo Presti - ministro
Salvatore Rossi - Eugenio
Giuseppe Bosone
Maria Antonia Capotorto - Livia
Giovanni Cassinelli - bambino
Giovanni Fois
Francesco Ferrante
Rudiger Vogler - Carlo III di Borbone
Carlo Luca De Ruggeri

Fotografia
Giuseppe Lanci

Musiche
Nicola Piovani
Ennio Morricone

Montaggio
Roberto Perpignani

Scenografia
Gianni Sbarra

Trama
Proveniente dalla piccola nobiltà lucana, il giovane Sergio Giuramondo ha sognato fin da ragazzo di diventare il primo aiutante del re Carlo III di Borbone. Prescelto finalmente dal re fra una schiera di nobili aspiranti, Sergio dovrebbe ora - per realizzare quel sogno ambizioso - migliorare la propria levatura, sposando, per disposizione dello stesso sovrano, la bella duchessina Cristina Del Carpio, e ne chiede ufficialmente la mano. Mentre però si avvicinano a quelle nozze "programmate", i due giovani s'innamorano veramente, e arriva per loro "il momento della verità". Ma, al contrario di Cristina che supera con la forza dell'amore la verità che Sergio le confessa, di aver cioè aspirato in un primo momento a quelle nozze per calcolo, spinto dall'ambizione, questi non sopporta la verità di Cristina, che gli confida d'esser stata per un anno l'amante del re, a motivo di una infatuazione adolescenziale. Ferito nel proprio orgoglio di primo in tutto e ad ogni costo, l'impulsivo giovane volta le spalle all'amore e alla carriera mondana e sceglie il convento "per collocarsi al di sopra di quanti l'avevano umiliato". Grazie a quella sua caparbia determinazione, trova all'inizio la forza di non reagire davanti ai potenti della chiesa e della politica. Spinto dalla medesima orgogliosa tensione alla perfezione assoluta, finisce eremita sul monte Petra, al posto di un confratello, morto in fama di santità. Riesce a superare una prima tentazione della carne, tesagli da una spregiudicata gentildonna, Aurelia ricorrendo a un gesto di sovrumana violenza su se stesso. Mutilandosi un dito. Ed è la donna stessa, sconvolta da quel gesto, a spargerne la fama di santità. La solitudine di Sergio viene presto invasa da folle di pellegrini e di fanatici in cerca di miracoli, folle che lo assillano senza tregua, distogliendolo dall'austerità e dalla preghiera e trasformando l'eremo in una specie di pacchiano santuario, ridondante di ex-voto e di paccottiglia, con l'immancabile contorno da sagra popolana. Padre Sergio è ridotto allo stremo della resistenza fisica, e le sue risorse interiori tendono al disarmo. Talché un'apparentemente inoffensiva fanciulla semicieca e psicolabile, Matilda che gli viene presentanta dal padre perché la guarisca, ne demolisce agevolmente ogni difesa riuscendo a sedurlo. Fulminato dal crollo delle proprie eroiche presunzioni, Padre Sergio fugge dall'eremo, e, disperato si getta in un laghetto, riemergendone a fatica per puro istinto di sopravvivenza. Vagando in seguito senza pace, giunge presso le tombe gemelle di due anziani coniugi, che gli avevano chiesto in una visita all'eremo, il "miracolo" di poter morire insieme, e sembra trovare, in quell'esempio di umile fedeltà al quotidiano, benedetta dall'amore, la forza di mettersi come loro, sconosciuto e ignorato da tutti, a servizio degli ultimi, nell'umiltà di un cammino oscuro, lungo il quale, incontrare finalmente Dio, "il sole anche di notte", che i due semplici gli hanno affettuosamente augurato.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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