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Associazione Culturale Tonino Guerra
       
        Home Tonino Guerra Dicono di lui: 85 pensieri N-R  
 
  85 e più pensieri per Tonino, Ed. Arti Grafiche della Torre   Introduzione | A-C | D-G | H-M | N-R | S-Z


Nadiani Giovanni

Poeta, docente Università degli Studi di Bologna

Cenere
La temperatura globale della Terra s'era alzata ancora nell'anno appena passato. Febbraio non ne risentiva e scudisciava la coda dell'inverno come non mai: da settimane i pensieri si congelavano, appena usciti di casa, nell'aria siberiana che spazzava la marrone e squadrata piana agroindustriale, un giorno di nuovo sommersa dalle acque marine. Lontano l'Appennino: pugni chiusi di neve gelata scintillante. Da quando nell'osteria era stato definitivamente proibito di fumare, Giona trascorreva in solitario la pausa pranzo all'aperto, cercando un angolo riparato sotto il loggiato di Piazza Saffi, nelle mani, fasciate da guanti di lana rossa a mezzodito, il panino e la "fujaza", il mezzo toscano. In quell'ora intirizzita si abbandonava al silenzio, sfregiato solo dal ronzio di una bicicletta o dalla sgassata di un autobus ATR a metano. Sentì il sole intiepidirgli la faccia e spingerlo in un vicolo oltre la piazza. Pochi passi e si ritrovò in una radura: un giardino con alberelli rinsecchiti seghettato da un canale ristagnante cicche, pacchetti di sigarette appallottolati, lattine schiacciate, scontrini illeggibili. Una strana scultura lo chiamò a sé, ancor più la dedica: non era uno dei tanti monumenti alla memoria di caduti o di grandi uomini (poche le donne). Si avvicinò alla pietra sfumata di rosa – certo non marmo di Carrara, piuttosto pietra di Apricena, ma che ne sapeva lui… Un grande quadrifoglio dallo stelo troppo grosso, lo sfiorò: emanava un leggero tepore. Indietreggiò di un passo per leggere: "A ricordo degli alberi diventati cenere – Tonino Guerra". Aveva ancora pochi minuti. Spiegò il giornale sul terreno, si sedette e abbandonò la schiena sulla pietra accogliente. Tirò a lungo nel toscano, rilasciando lentamente il fumo. L'ultimo.

(A un maestro della prosa e narrativa breve)

Naumov Vladimir

Regista

Sono poche oggi le persone che possono essere definite "uomini del Rinascimento". Il suo talento artistico e umano, così completo, forte e incredibile, nel mondo di oggi è come la scoperta di una nuova stella.
La parola talento si usa adesso molto facilmente e invece rivolta al maestro Tonino Guerra è una parola giusta e pura.
Ogni incontro con lui, per il mistero della sua fantasia, suscita in noi la nascita di nuove idee e la spinta a rinnovarci.
Stare con lui ogni secondo significa crescere.
Noi, cineasti russi, da molti anni gli vogliamo bene e ci auguriamo di averlo con noi ancora tanto tempo.

Nicolini Flavio

Scrittore, sceneggiatore, regista

...Tonino ha cominciato a fare arte fin da piccolo rendendo conto a tutti delle immagini che gli si affollavano intorno. Della disperazione del mondo ha continuato a cantare serenamente per suggerire i lampi della felicità misteriosa e nascosta. Oggi è più felice di ieri, si diverte con piccoli tocchi di malinconia, riesce perfino ad amare la tristezza. Qui dove siamo tutti si aggirano le sue infinite immagini di fantasia.
Se gli capita di camminare nel vento allunga le mani per accarezzarlo.
E' tenero, accorto, pungente anche in poesia. Loda con semplicità l'aria, l'amore, l'acqua, la luce. Sa raccontare l'arguzia e il bello insieme. Con i migliori versi della nostra terra continua a dire che è vivo, e con lui tutti noi: perché la sua arte è viva…

Pagani Carlo

Imprenditore, progettista del verde

…credevo di essere un buon giardiniere, poi ho conosciuto te e da quel momento i miei giardini si sono arricchiti di pensieri colorati, frasi, racconti, e mozioni che solo le tue parole sanno dare.
Grazie Tonino.

Pascucci Sandro

Direttore teatrale, sindaco di Longiano

Dedico a Tonino, sapiente immaginifico della nostra terra, questo frammento della filosofia presocratica: "Il sole è giovane ogni giorno".
Con i miei più cordiali auguri e gli auguri di un neosindaco che conta sulla tua fantasia per amministrare nel segno del bello.

Pedrelli Sante

Poeta

E' segrét

Tonino, a m'aracmand,
quèst a se gèm tra d' nòun:
ben arivèt i utènta
e bóta sò s'u i n'è,
èinca se crès e' pòil
te nès e t'agli urèci
e tot e' rèst e' cala.

Il segreto

Tonino mi raccomando,
questo lo diciamo tra noi:
ben arrivati gli ottanta
e butta sù se ce n'è,
anche se cresce il pelo
nel naso e nelle orecchie
e tutto il resto cala.

Piano Renzo

Architetto

Un abbraccio a Tonino Guerra,
amico da lontano, amico da sempre.
Con molto affetto ma anche con molta invidia.
Perché lui è l'architetto dell'impossibile,
io non ci riuscirò mai!

Piccari Fernando (Nando)

Giornalista, già assessore alla cultura della Provincia di Rimini

Caro Tonino,
possiedi un dono che è di pochi: saper regalare i sogni, usando le parole per colorarli ed i colori per dar loro voce.
Camminare nella tua scia ci aiuta così a scoprire le tante cose del nostro quotidiano a cui solo la capacità di emozionarci può dare un'anima.
Ti voglio bene.

Piovani Nicola

Musicista, autore

Cosa si può dire più di quanto s'è già detto sulla bellezza del poeta Tonino Guerra che compie 85 anni?
Io l'unica cosa che riesco ad aggiungere è che per me, nel suo nome e cognome, si è sempre nascosto il suono della sua emozionante poetica: Tonino (diminutivo infantile che fa pensare a un ragazzo innocente, vitale e anche un po' scherzoso) e Guerra, termine terribile che fa rabbrividire e pensare alle grandi tragedie di sangue.
Ecco, per me in queste due parole accostate c'è la rappresentazione del suo sguardo quando ci racconta le cose, i fatti grandi, enormi, con la musicalità ironica di un fanciullo che non abbassa gli occhi, che anzi li ficca bene dentro i grandi dolori dell'umanità, raccontandoceli con la grazia della luce adolescenziale.
Tonino Guerra, un regalo per noi tutti.

Piqueras Juan

Poeta

Tonino es una matrioska

Así es. Os costará creerme pero es la pura verdad y tengo que decírosla. Tonino es una muñeca rusa, una matrioska. He traducido su miel, su poesía entera, al español, y sé lo que me digo. Tonino Guerra es un anciano que lleva dentro un joven que lleva dentro un niño que lleva dentro a su madre que lleva dentro el mundo con sus volcanes y sus hormigas y un viento que le envuelve la cabeza cuando camina solo, lleno de todas las edades, a orillas del Marecchia. Es un viento sólo suyo, que le viene de dentro como la voz, que le despeina el pensamiento y que se hace más claro cuando ríe.

Tonino è una matrioska

È così. Farete fatica a credermi ma è la pura verità e io devo dirvela. Tonino è una matrioska. Ho tradotto il suo miele, la sua poesia intera, e so quello che dico. Tonino Guerra è un anziano che porta dentro un giovane che porta dentro un bambino che porta dentro sua madre che porta dentro il mondo con i suoi vulcani e le sue formiche e un vento che gli avvolge la testa quando cammina da solo, pieno di tutte le età, sulla riva del Marecchia. È un vento tutto suo, che gli viene da dentro come la voce, gli spettina il pensiero e diventa più chiaro quando ride.

Pivato Stefano

Storico, preside Facoltà di Lingue e Letterature straniere Università degli Studi di Urbino

Tonino: "ciak si gira"

Sui banchi di scuola ci hanno insegnato che la poesia comunica in forma di parola. Vero.
Vero per gran parte dei poeti. Ma non per Tonino.
Quando leggi La farfalla non ti soffermi sul fraseggio: segui direttamente il battito delle sue ali.
Le sue sceneggiature non sono il canovaccio sul quale il regista costruisce le sequenze: sono già il film.
Le parole di Tonino non le senti: le vedi.

Poiaghi Luigi

Artista

a Tonino con affetto.

La pergola di rose

Prima del bianco magari
la tela appesa al chiodo
fisso gli occhi nella trasparenza

Che forma assumeranno mi chiedo
quando parlano i bombardamenti
in fondo ai numeri gli zeri
che colore si disfa nella voce

Proprio io con la mente
sempre in giro povera illusa
a cercare qualcosa
da portare in vita
una radice torturata d'aria
il cuore offeso d'una margherita

Quando sul collo pesa
un alito di guerra
il profumo della terra
il volto il nome di un amico
il gesto la fisionomia
la pergola di rose della sua poesia

Ponti Carlo, Edoardo e Sophia Loren

Produttore / regista / attrice

Carissimo Tonino,
Amico, Maestro, Grande Signore,
un grande abbraccio da una famiglia che ti vuole un bene infinito.

Pound De Rachewiltz Mary

Poetessa e scrittrice

Tonino Guerra,
sei voce di pietra miliare
e profilo d'erma.

Un haikai da
Mary Pound De Rachewiltz

Pozzetto Graziano

Giornalista, scrittore

Caro Tonino,
gli incontri con la tua poesia, le indignazioni, le rasoiate al duodeno di certi imbecilli, le fantasie, le creazioni d'arte e le affabulazioni sono state un fragrante pane montanaro di paese e "pelle d'oca"
del cuore e dell'anima.
Vita lunga Tonino: almeno altri Mille Mesi!

Ronconi Rita

Progettista di interni, designer

Caro Tonino,
auguri di buon compleanno e che "il sogno" non abbandoni le sue giornate.
Come un grande maestro, regala l'amore e l'energia che conducono alla propria conoscenza individuale.
Sempre disponibile all'ascolto e generoso nei consigli aiuta a scoprire il mondo andando "oltre" a ciò che l'occhio vede.
…"purtroppo, dovrò esserle riconoscente per tutta la vita."
Con grande affetto

Rondi Gian Luigi

Critico cinematografico

Tutte le volte in cui penso a Tonino Guerra come scrittore per il cinema (non come poeta in lingua o in dialetto, non come pittore), gli penso sempre vicini quattro nomi: Antonioni, Fellini, Rosi, i Taviani.
Nomi, fra i maggiori del nostro cinema, che di solito annientano chi collabora con loro e che invece, con lui, non solo non hanno mai prevaricato (si ricordi il difficile binomio De Sica - Zavattini) ma si sono sempre arricchiti nell'ambito di una perfetta comunicazione di poetiche diverse eppure simili, poi limpidamente assimilate.
Antonioni, Fellini, Rosi, i Taviani. Nessuno l'un l'altro comparabile, tutti così collegati con lui da essere tutt'uno con la sua poetica, ma lui (ecco il momento magico di queste collaborazioni) restando lui e loro restando loro.
Antonioni con l’incomunicabilità dei Sessanta e, negli Ottanta, con le sue ricerche sul "pianeta donna".
Rosi con le passioni che Antonioni escludeva (o circoscriveva) e con le dilatazioni che l'altro condensava fino allo scarno e al nudo.
Mentre Guerra, soprattutto con Rosi, restava sempre fedele a sé stesso anche quando gli impegni civili urgevano e i sentimenti si affacciavano prepotenti a chiedere spazio (Uomini contro, Il caso Mattei, Lucky Luciano, Cristo si è fermato a Eboli, Cadaveri eccellenti).
La polemica politica e sociale sono riusciti a portarla avanti con una voce sola, Rosi con l'ode, Guerra con la riflessione, trasmettendosi a vicenda il calore là dove serviva, il rigore là dove andava temperato con il calore. Senza nessuna paura, al momento in cui il sentimento dilagava (in Tre fratelli, ad esempio) di aprirgli tutti i varchi, ma alla luce di un modo nuovo di piangere in cui anche il pianto aveva radici nell’estetica e non nei visceri.
E così il "mago" Fellini: uno tutto fantasia e immaginario, l'altro, nella sua poetica, attento al vero, con ritmi sempre a misura d’uomo. Se c'era però da ricordare le comuni radici emiliane, ecco i due universi (Amarcord) trasformarsi quasi in uno solo, con vibrazioni identiche, il reale che diventava immaginario, il sogno che partiva sempre dal concreto. Le facce, i caratteri, i luoghi, la tenerezza e l'ironia, la nostalgia e la beffa: nel film avevano la firma di Fellini ma si intonavano sempre alla musica di Guerra, sia alla sua petite musique sia alla grande. Con il magico che diventava poetico, la cronaca sollevata fino al verso, l'io di una memoria personale trasformato nell'io di una sottile operazione letteraria.
Potrei dire quasi lo stesso per l'incontro di Guerra con i Taviani ne La Notte di San Lorenzo, il passaggio sfolgorante dal neorealismo di un tema a una sua rappresentazione in cifre di musica e di favola.
Dal tutto oggettivo al tutto soggettivo, con una impennata, mai tentata prima, della cultura volta a rinnovarsi.
Il segno più tipico del "poeta" Guerra.

Rosi Francesco (Franco)

Regista

Caro Tonino,
non tutti sanno che sceneggiare è parlare, parlare e parlare (e scrivere), costruire poco a poco ciò che si vuol dire con un film, dare una struttura a ciò che uno inventa, che estrae da un libro, dalla memoria, dal contatto con la vita. Ed è un piacere, sempre, malgrado le tribolazioni della creatività. Abbiamo tribolato molte volte assieme, ma ci siamo sempre divertiti. A Roma, a Napoli, a Milano, in Russia, in Spagna, in Jugoslavia, a New York, in Sicilia, a Matera, a Sant'Arcangelo e a Pennabilli, o ... per telefono. Come non tutti sanno le sceneggiature si fanno anche per telefono. E ora che è passato tempo e tu vivi a Pennabilli, è per telefono che ricordiamo momenti, luoghi, fatti che un film rende mitici perché un film è un mito, e i ricordi si accumulano e poi viene il momento che escono fuori e li rivivi come fosse ieri.
Eravamo al telefono, giusto ieri, e parlavamo della Lucania, la terra della quale mi innamorai da girarci tre film; di Craco, il paese che scoprii in cima a una montagna arroccato come un nido d’aquila, devastato da una frana, dove ambientai buona parte del mio Cristo s’è fermato a Eboli ventisei anni fa, e dove è tornato Mel Ginson a girarci il suo. Ti portai in giro come Carlo Levi appena arrivato da Torino, e come lui sei rimasto ancora impressionato dai nastri del lutto sbiaditi dal sole sulle porte delle case diroccate che il vento sbatteva con un rumore lugubre nel silenzio del paese disabitato.
Pennabilli è un po' lontano. Una favola, il posto per te: chi non conosce la vostra casa, tua e di Lora, dovrebbe vederla per capire come malgrado tutto, si possono strappare delle ore di serenità a vivere in un quadro del Rinascimento.
Lunga vita, carissimo Tonino, con buona salute, e che la linfa poetica scorra sempre fluente nelle tue vene a portare dolcezza e passione al tuo cuore perché si facciano parola, musica di un verso, immagine nella quale ritrovare un mondo.
Un abbraccio forte,
tuo Franco

Roversi Roberto

Poeta

Tonino Guerra è sapiente?
Sì, è gioiosamente sapiente.
Tonino Guerrra è vecchio?
No, è gioiosamente giovane.
Tonino Guerra non ha le mani
ha gli occhi.
Con gli occhi, che sono il suo cuore,
dipinge ogni giorno il mondo
i muri della nostra vita
e fa - il mondo e la vita - nuovi.
Egli ha nascosto in caverna,
un alambicco pieno di fuoco incalzante
così che gli basta una notte
o un giorno
o anche un'ora
per sfornare oro zecchino
e con questo comperare, sia pure per un attimo,
il paradiso in terra.
Inventore di ombre, di soli, di erbe
distilla alchèrmes stregato
per vincere il dolore
e rendere meno faticosa, e più degna,
la speranza.

Rotondi Terminiello Giovanna

Docente Università degli Studi di Genova, già Soprintendente ai beni artistici della Liguria

Ottantacinque...mila auguri, ricchi di riconoscenza, a Tonino che, con il suo contagioso amore verso la Bellezza (stimolato in origine da chi è stato suo e mio maestro) e con le sue poetiche, esaltanti scoperte del valore dei sentimenti e delle cose "elementari", mi fa sentire più ricca della grazia di vivere.

Rui Oliveira Mário

Sacerdote, poeta

AS PRIMEIRAS PALAVRAS DE TONINO GUERRA

Não esperávamos encontrar Tonino Guerra. Quando chegámos o fim da tarde apoderara-se já do Vale Marecchia.
Estranhamente havia ruído na cidade. Era Junho, e a razão para uma presença inusual de tantos forasteiros era o II Encontro Anual dos Artistas de Rua. A nossa preocupação foi, porém, descobrir o "jardim dos frutos esquecidos", o pequeno museu de sabores, como
diz Tonino, para nos fazer tocar o passado.
Este encontro seria já suficiente, não teríamos corrido em vão. Mas o dia era de sorte.
Entrámos na pequena loja Il bosco dei Regali e inquirimos: "conhece Tonino Guerra?"
Segue-se uma resposta feliz:
«"claro, somos amigos! E se quiserem cumprimentá-lo têm apenas de esperar uns minutos, pois chegará em breve".
Nada nos faria abandonar aquele lugar.
Vimo-lo, pouco depois, no meio da população. A primeira a chegar à loja foi Lora. Olhos verdes da Rússia. Foi ela que nos apresentou a Tonino. Quase pensei que o encontro acabaria ali.
Lembrei-me de lhe dizer:
"Tonino, gostaria de traduzir os seus livros".
Ele pareceu desinteressado como só as crianças terríveis e doces o são.
Revelei-lhe a nossa identidade.
Sorriu uma vez mais.
E estas foram as primeiras palavras que nos disse:
"Quantas vezes pecam ao dia?".

LE PRIME PAROLE DI TONINO GUERRA

Non speravamo di incontrare Tonino Guerra. Quando siamo arrivati il tramonto dominava già sulla Val Marecchia.
Stranamente c'era un rumore in città. Era Giugno, e il motivo per una presenza inusuale di tanti forestieri era il secondo Incontro Annuale degli Artisti di Strada.
La nostra preoccupazione fu, però, scoprire il "Giardino dei frutti dimenticati", il piccolo museo dei sapori, come dice Tonino, per farci toccare il passato.
Questo incontro sarebbe stato già sufficiente, non avremo fatto questo viaggio invano. Ma era una giornata fortunata. Entrammo nel piccolo negozio Il bosco dei Regali e domandammo:
- "Conoscete Tonino Guerra?". Seguì una risposta felice:
- "Certo, siamo amici! E se volete salutarlo dovete attendere soltanto un attimo, perché arriverà tra poco".
Niente ci avrebbe fatto allontanare da quel posto.
Lo abbiamo visto, poco dopo, in mezzo alla gente. La prima ad arrivare fu Lora. Occhi verdi della Russia. È stata lei a presentarci a Tonino. Quasi pensai che tutto finisse lì. Ho pensato di dirgli:
- "Tonino, vorrei tradurre i suoi libri".
Lui sembrò disinteressato come solo i bambini terribili e dolci sono.
Gli ho rivelato la nostra identità. Lui sorrise di nuovo. E queste sono state le sue prime parole: "Quante volte peccate al giorno?".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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